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AbitAbile - Tecnologie d'innovazione dell'ambiente domestico per l'utenza reale
Tecnologie d'innovazione dell'ambiente domestico per l'utenza reale
Il progetto vuole contribuire ad avviare innovazioni di processo e di prodotto in ambito industriale attraverso il potenziamento della capacità sperimentale delle aziende per lo sviluppo di componenti e tecnologie rivolte a persone con ridotta funzionalità: anziani e disabili.
Lo scopo è quello di migliorare ed agevolare le funzioni svolte all'interno della propria abitazione.
La coerenza di tale progetto, con l' indirizzo sperimentale indicato nelle linee di sviluppo di Poloedilizia.it, è legato ai concetti di confort abitativo e sicurezza, visti come requisiti fondamentali dell'idea di abitabilità residenziale.
Il progetto di RI e SP prevede un RTI di importanti aziende appartenenti alla filiera dell’edile.
Le aziende coinvolte provengono dal settore degli arredamenti per gli interni, della domotica dell’informatica applicata al settore edile per il terziario e l'abitazione. Le aziende, di diversa  natura e dimensione, hanno come comune denominatore la sensibilità alla problematica della  sostenibilità: il progetto prevede il coinvolgimento di importanti università e di centri di ricerca che operano in questo particolare settore.
Le linee di attività del progetto sono:

  • - Studio preliminare sulle più recenti tecnologie applicate agli indirizzi di studio.
  • - Specificazione dei contenuti dei sistemi di conoscenza che fanno riferimento ai campi d'indagine della ricerca rispetto all'utenza target.
  • - Definizione dei criteri di progettuali per la definizione di sistemi domatici e delle tecnologie volte a garantire la fruibilità, l’usabilità, la sicurezza, l'efficienza energetica dell'arredo e dell'ambiente domestico.
  • - Costruzione di modelli tridimensionali ad assetto variabile degli ambienti domestici progettati.
  • - Sperimentazione e verifica dei criteri progettuali.

Inoltre il progetto di IU e SP prevede, tra gli output, la progettazione di un laboratorio dedicato e permanente. Le attività sono funzionali al raggiungi mento degli obiettivi definiti dall'art.5 "Obiettivi primari dei Poli di innovazione" del bando Attività 1.1.2 Il progetto potrà facilmente integrarsi rispetto a iniziative future del Polo in quanto esso è trasversale a tutto il settore dell'edilizia.

Ambito Problematico
L'ambiente domestico è quello che, più di ogni altro, si prefigura come lo spazio deputato a soddisfare non solo le esigenze primarie di ognuno, anche dette omeostatiche, bensì le aspettative di qualità della vita che vengono riposte nell'ambiente più intimo.
Per alcune fasce di utenza la necessità di un ambiente abitativo che risponda ad esigenze specifiche è  maggiormente sentita in quanto l'autonomia, la sicurezza, il benessere e di conseguenza la qualità della vita dell'utenza debole è spesso commisurata alla usabilità e fruibilità delle attrezzature e degli arredi  dell'ambiente domestico.
Dal documento ICF(International Classification of Functioning, Disability and Health) deii'OMS emerge, infatti, come l'handicap, diverso dalla disabilità, sia una condizione che può determinarsi nella relazione tra persona e ambiente, sociale e costruito, qualora gli artefatti non rispondano ai requisiti di fruibilità, accessibilità o usabilità, a seconda della scala di appartenenza.
Secondo I'ICF la condizione di svantaggio, indotta dalle barriere fisiche, sensoriali, cognitive, culturali e tecnologiche realizzate dall'uomo, può manifestarsi in qualunque individuo a prescindere dal sesso, dall'età e dalle condizioni di salute, owero dal livello di abilità.
Questa condizione di svantaggio riguarda principalmente le persone anziane o con disabilità per le quali l'ambiente costruito, gli arredi e le attrezzature possono rappresentare un ostacolo o, al contrario, un facilitatore.
Per coloro i quali l'autonomia è ridotta a causa della progressiva diminuzione e/o perdita di abilità, in seguito a patologie invalidanti, incidenti o semplicemente per il fisiologico decadimento delle abilità dovuto all'invecchiamento, si rende necessario ridefinire, a partire da un quadro esigenziale relazionato alle diverse funzionalità, nuovi requisiti e prestazioni specifiche da incorporare nel progetto alle diverse scale (ambito urbano, ambiente domestico, arredi e oggetti d'uso).
Lo scenario della ricerca sopra descritto apre a nuove modalità di approccio al progetto attraverso la definizione di criteri progettuali in grado di superare gli standard dimensionali ed ergonomici di riferimento, che allo stato attuale risultano riconducibili a categorie generiche di popolazione disabile e dunque non rappresentativi dell’utenza reale.
La stessa cultura tecnologica, infatti, si rifà ad un approccio di tipo prestazionale riferito allo standard dell'uomo adulto/sano trascurando le differenze (fisiche, funzionali, psicologiche e sensoriali) che contraddistinguono le persone, diverse da se stesse nel tempo. Il vuoto di conoscenza individuato è in grado di orientare la produzione di attrezzature per l'ambiente domestico in modo da renderle più vicine alle esigenze delle singole persone e di rispondere ad eventuali necessità ulteriori, che potrebbero palesarsi nella vita di ognuno, semplicemente modificando il proprio assetto.
Da quanto argomentato emerge dunque la mancanza di metodi e criteri progettuali in grado di trasferire al progetto le deduzioni scientifiche e gli assunti più recenti provenienti dall'ambito medico e delle filosofie progettuali del Design for Alle dello Universal Design. In tale contesto si ravvisa altresì la necessità di costruire un luogo fisico in cui sperimentare i criteri progettuali individuati all'interno della ricerca, attraverso la collaborazione di esperti afferenti ai diversi settori disciplinari coinvolti.

Capofila del progetto
immagine Las Mobili S.r.l.
Partner
immagine Digitecno S.n.c. di Marcozzi Alfonso e C.
immagine Mobility IT S.r.l.
immagine Telemetrica S.r.l.